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Chi siamo

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Rivoli Città Attiva” è un progetto che nasce dall’esperienza del gruppo “Cittadinanza Attiva” di Rivoli; è un progetto che nasce “dal basso“, dalle proposte, dalla volontà e dall’impegno di cittadini che hanno deciso di voler collaborare attivamente per il bene della propria città, smettendo di essere semplici spettatori delle questioni politiche e mettendosi direttamente in gioco.

Negli ultimi anni le politiche nazionali e locali hanno allontanato sempre più i cittadini dalla cosa pubblica, rendendoli ascoltatori passivi e incapaci di far sentire la propria voce, le proprie idee e di diventare parte integrante del meccanismo governativo.

La scelta di far nascere una lista civica trova motivazioni non solo locali ma anche nazionali e generali. Ormai ci sono emergenze che coinvolgono tutto il pianeta e che se non affrontate con scelte radicali mettono a rischio l’esistenza stessa della vita.

Basti pensare alle problematiche generate dalla plastica nei mari o l’inquinamento dell’aria, problemi che devono essere affrontati mettendo in discussione il concetto di “progresso” e “sviluppo” così come definiti dai poteri economici e finanziari.

La qualità della vita delle persone non si misura con la velocità con cui si trasportano le merci o come si consuma velocemente il tempo in una rincorsa infinita verso l’oblio, burattini nelle mani di chi rincorre il profitto.

E allora unendoci all’appello per politiche globali nuove e completamente diverse dalle attuali riteniamo che molto si possa fare partendo dalla dimensione locale.

Cementificazione progressiva del nostro territorio, un piano regolatore che ha permesso l’aumento delle cubature, la costruzione “insensata” di appartamenti con concentrazioni degne delle periferie più problematiche (insediamenti di piazza Martiri e corso Susa), l’aggravamento del traffico veicolare e l’aumento dell’inquinamento senza effettuare scelte a misura di una città vivibile e sostenibile e senza avere un piano razionale e funzionale per la mobilità.

In questi anni l’atteggiamento dell’amministrazione è sempre stato “di servizio” alle decisioni politiche “superiori” e ai loro interessi. Il mantra “non ci sono soldi”, “non si può fare nulla” ha condizionato pesantemente la vita della nostra città determinandone la sua decadenza. Rivoli non si merita di rimanere “ostaggio” di questi interessi.

L’amministrazione deve tornare a lavorare per la città e con i cittadini per il loro interesse e il loro benessere. Rivoli deve tornare ad essere un luogo in cui “si sceglie di vivere” perché la vita è “migliore”. Ma per far ciò deve esserci un cambiamento di rotta radicale.

La Rivoli che vogliamo è quella che applica la Costituzione nella vita quotidiana, e tenendo fermi i principi nati dalla Resistenza, vigila perché mafia, razzismo e fascismo non abbiano spazio nella vita civile.

Una città capace di essere inclusiva e solidale, attenta ai bisogni dei più deboli nella convinzione che ogni problema delle persone diventa “problema della comunità” che si attiva per risolverlo. Una città che dia per scontato il protagonismo femminile quale motore di cambiamento. Non semplici quote rosa ma un bacino di opportunità per la nostra città. Una città che sappia utilizzare al meglio le proprie risorse anche culturali, artistiche e storiche per costruire opportunità lavorative. Un’amministrazione che sappia aiutare e premiare chi mette a disposizione della collettività capacità, proposte, creatività, per il suo sviluppo civile ed economico. Una città che sappia ritornare a proporre cultura, aiutando la creazione di luoghi di ritrovo e di iniziativa giovanile, perché i giovani sono propulsori di nuova energia con competenze utili per migliorare la vita nella città. 

Ripartire “dal basso” vuol dire non permettere più che le scelte “dall’alto” compromettano la vita della città per molti anni così come è accaduto per le scelte degli ultimi 20 anni (risalita meccanizzata, bocciodromo, villa Melano ecc…). 

Si parte anche da qui, dicendo NO alle grandi opere inutili e impostepensando a quelle realizzate nella nostra città ma vigilando su altre opere come il TAV che rischiano (con il tunnel a doppia canna sotto la collina morenica) di compromettere e danneggiare il nostro territorio, l’assetto idrogeologico e il suo habitat naturale.

Uno sviluppo del territorioche preveda la sua valorizzazione con un piano di mobilità sostenibile, l’impegno per ridurre l’impatto dei rifiuti con l’aumento della differenziata in quantità e qualità, il superamento dell’inceneritore.

Un’amministrazione che non abbia paura di confrontarsi con la cittadinanza per le decisioni più complesse e controverse, attraverso incontri e confronti “reali” anche con l’utilizzo dello strumento referendario.

Insomma Rivoli ha bisogno di RICOMINCIARE A PROGETTARE IL PROPRIO FUTUROpartendo “dal basso”, con la partecipazione attiva di tutta la cittadinanza.